Automazione attività cognitive, le conseguenze sulla salute dei lavoratori

Il mondo del lavoro sta subendo una rapida trasformazione per via della digitalizzazione, questi cambiamenti si ripercuotono anche sulle misure atte a garantire il benessere dei lavoratori. A sottolinearlo è un documento dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha). Nello specifico, il testo si sofferma sulle problematiche legate all’automazione delle attività cognitive. L’adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale (AI) e la robotica avanzata ha aperto nuovi scenari sulle possibili ricadute psicosociali e organizzative.

L’introduzione dei nuovi strumenti digitali non ha portato a una totale sostituzione dei lavoratori, ma sono cambiate le mansioni. Inoltre, l’uso di sistemi basati su l’intelligenza artificiale per quel che riguarda l’automazione dei compiti cognitivi, presenta opportunità ma anche rischi per la sicurezza sul posto di lavoro. Per esempio, per quel che riguarda l’impatto sulla riduzione dei compiti ripetitivi o noiosi, l’automazione può alleggerire il carico per lavori che implicano la gestione di un’ingente quantità di dati, un alto livello di concentrazione e l’elaborazione ripetitiva di informazioni.

In merito alle conseguenze negative causate dall’automazione, il report rileva tra quelle più temute: la perdita del posto di lavoro, la dequalificazione, la mancanza di autonomia e privacy che possono essere causa di ansia e stress per i lavoratori. Per questo motivo l’introduzione di sistemi tecnologicamente avanzati va eseguita gradualmente e integrata con la manodopera umana in modo equilibrato per garantire maggior efficienza, salvaguardando la salute dei lavoratori.

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